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Colzate
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mwhaColzate (mwhqColgiàt [kolˈʤat] in mwhwdialetto bergamascocite-ref-4[4]cite-ref-5[5]) è un mwkacomune italiano di mwkq1 644 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlgval Seriana, in mwlwprovincia di Bergamo, in mwmaLombardia.

Situato alla destra orografica del fiume mwmgSerio, dista circa 22mwmw chilometri a nord-est dal mwnacapoluogo orobico ed è compreso nella mwnqComunità montana della Valle Seriana.

Contents

Storia
Simboli
Note

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Geografia fisica

Territorio

Il territorio comunale presenta differenti aspetti geomorfologici, che vanno dalla piana alluvionale del fiume mwpwSerio, situata a un'altezza di circa 393 mwqam s.l.m. al piccolo pianoro leggermente sopraelevato dove si sviluppa il centro storico, ai rilievi circostanti che comprendono i monti mwqqSegredònt (1.555 m s.l.m.), mwqgTisa (1317 m s.l.m.) e mwqwCavlera. Quest'ultimo, dall'alto dei suoi 1.320 m s.l.m., svetta sull'abitato, ospitando sulle proprie pendici le frazioni di Bondo e Barbata, che mantengono ancora un discreto numero di residenti, e i piccoli borghi montani di mwraRezzo e mwrqUnì.

La gran parte della popolazione risiede nel nucleo abitativo posto nel fondovalle lungo l'asta del fiume Serio che, per via dell'espansione edilizia avvenuta nella seconda parte del mwrwXX secolo, risulta essere ormai fuso con soluzione di continuità con i limitrofi paesi, in quella che viene ormai definita come una città allungata che si protrae da Bergamo e che vede appunto Colzate come elemento conclusivo.

Difatti a Nord del centro abitato la valle Seriana, stretta tra i monti Cavlera e Frol sulla destra e dal gruppo del mwsqPizzo Formico e del mwsgmonte Farno sulla sinistra, subisce un brusco restringimento, tale da non permettere consistenti insediamenti per circa cinque chilometri in direzione Nord, fino al paese di mwswPonte Nossa.

Amministrativamente il territorio ha una forma triangolare, con l'aggiunta di una lingua di territorio rivolta verso Ovest. A est è delimitato dal corso del fiume Serio, che lo divide dal comune di mwuqCasnigo, a Sud e Sud-Est da mwugVertova mediante il monte Cavlera, mentre a Nord il confine è dato dai comuni di mwuwGorno e mwvaOneta, limite che prosegue a Nord-Est con una fascia di terra che include la parte sommitale dello spartiacque orografico tra la mwvqVal Vertova e la mwvgval del Riso fino al monte mwvwSegredònt, propaggine del mwwamonte Alben.

Per ciò che concerne l'idrografia, oltre al fiume Serio, numerosi sono i corsi d'acqua presenti sul territorio comunale. Tra questi, che si sviluppano sulle pendici del monte Cavlera, vi sono il mwwgCanale dei Frati, il mwwwRio Pisonda, il mwxaRezzo e la mwxqPreda, tutti dalle portate ridotte e con carattere esclusivamente torrentizio. Nella zona alluvionale è presente anche un canale artificiale che attinge al corso del Serio e vi scorre parallelamente, restituendo le acque poche centinaia di metri più a valle, in territorio di Vertova, dopo aver alimentato alcune piccole aziende tessili.

La viabilità interna del paese ha una rete stradale ordinaria molto semplice, facente riferimento principalmente alla vecchia provinciale che collega il paese con la mwxwsuperstrada di scorrimento della val Seriana e Vertova, mantenendosi al limite dell'abitato, esternamente al quale, a fianco del fiume Serio, è posta la zona industriale, in cui sono presenti attività commerciali e artigianali sia storiche che di recente insediamento. È inoltre è presente la strada che dal capoluogo sale con andamento sinuoso sulle pendici del monte Cavlera, raggiungendo il santuario di san Patrizio, la piana di Rezzo e le frazioni di Bondo e Barbata.

Origini del nome

Numerose sono le teorie che vorrebbero definire l'origine del toponimo, ma nessuna è accettata universalmente come inconfutabile. Quella che pare godere di maggior credito è quella perorata dall'Olivieri il quale, rifacendosi alla dicitura mwygColligiatae apparsa in un documento dell'anno mwyw928, deduce che queste terre appartenessero a una mwzacollegiata di Canonici. Sulla stessa lunghezza d'onda furono anche altri studiosi quali lo Zambelli e il Mazzi, i quali ipotizzarono un'alleanza tra nuclei fortificati o quantomeno una confederazione tra nuclei abitativi.

Sarebbero invece senza riscontri le tesi di mwzgGerhard Rohlfs, secondo cui il nome deriverebbe dal nome gentilizio romano mwzwCaltius, e di Angelo Zavaglio, che lo farebbe invece provenire da mwaaColzetis, nome di un leggendario capo tribù dei galli Cenomani, di cui a lungo si tramandarono le gesta per fonte oralecite-ref-6[6].

Storia

Dalla preistoria alla conquista romana

I primi insediamenti umani sarebbero riconducibili al mwdaVI secolo a.C., quando nella zona si stabilirono popolazioni di origine ligure, dedite alla pastorizia, tra cui gli mwdqOrobi. A essi si aggiunsero e integrarono, a partire dal mwdgV secolo a.C., le popolazioni di ceppo celtico, tra cui i mwdwGalli Cenomani.

Un gruppo di questi ultimi si stanziò nella zona posta ai piedi del monte Cavlera, dove ora si trova il centro storico, espandendosi in seguito sulla piana del Rezzo e nella conca dove ora si trova la frazione di Bondo. A suffragare l'origine celtica di quest'ultimo borgo montano è il toponimo, derivante dalla matrice mweqBond di derivazione prelatina, stante a indicare un luogo posto in una conca, e riscontrabile in altre località omonime presenti in mwegProvincia di Bergamo (mwewBondo Petello presso mwfaAlbino, Bondo di mwfqGromo, di mwfgAdrara San Martino e di mwfwUbiale).

Si trattava tuttavia di presenze sporadiche, che non formarono mai un nucleo abitativo definito. Tuttavia questa presenza ha da sempre influenzato la fantasia popolare che li ha visti protagonisti di leggende, come quella vorrebbe far derivare il toponimo del paese dal nome di mwgqColzetis, un temibile quanto feroce capotribù.

La prima vera e propria opera di urbanizzazione fu invece opera dei mwgwRomani, che conquistarono la zona e la sottoposero a centuriazione, ovvero a una suddivisione dei terreni a più proprietari, a partire dal mwhaI secolo d.C.. Questa opera assegnò appezzamenti più o meno vasti a coloni e veterani di guerra, di origine o acquisizione romana, i quali bonificarono i terreni al fine di poterli sfruttare per coltivazioni agricole e allevamento di bestiame.

Il centro abitato, costituito prevalentemente da capanne, aveva tuttavia dimensioni molto ridotte e gli abitanti si basavano su agricoltura, principalmente nella piana del fondovalle, e pastorizia, nella zona collinare. Inoltre la zona sulla piana di Cavlera fu al centro di un notevole sviluppo grazie all'attività estrattiva del ferro, concentrata nella vicina val del Riso. Questa permise la nascita e lo sviluppo del nucleo di Barbata, prima luogo di passaggio di schiavi (i cosiddetti mwhgDamnati ad metallam) e poi luogo per la residenza degli stessi.

L'alto medioevo

Al termine della dominazione romana vi fu un periodo di decadenza e abbandono del centro abitato, con la popolazione che sovente era costretta a cercare riparo sulle alture circostanti al fine di difendersi dalle scorrerie perpetrate dalle orde barbariche. La situazione ritornò a stabilizzarsi con l'arrivo dei mwjqLongobardi, popolazione che a partire dal mwjgVI secolo si radicò notevolmente sul territorio, influenzando a lungo gli usi degli abitanti: si consideri infatti che il diritto longobardo rimase “de facto” attivo nelle consuetudini della popolazione fino alla sua abolizione, avvenuta soltanto nel mwjw1491.

Con il successivo arrivo dei mwkqFranchi, avvenuto verso la fine dell'mwkgVIII secolo, il territorio venne sottoposto al sistema feudale, con il paese che inizialmente venne assegnato, al pari di gran parte della valle, ai monaci di mwkwTours per poi essere infeudato al Vescovo di Bergamo. Quest'ultimo delegò a sua volta il controllo diretto del paese a Petrus Mistrus, un mwlavalvassore che governò in modo equo e giusto. Anche il primo documento scritto in cui si attesta l'esistenza del borgo risale a quel periodo: era l'anno mwlq928 quando in un atto viene citato il mwlg"vicis Colligiatae".

Tuttavia le dimensioni dell'abitato erano assai ridotte, tanto che Colzate venne considerato parte integrante del territorio del vicino comune di Vertova, molto più ricco e sviluppato, per gran parte del periodo mwmamedievale, mentre Bondo e Barbata gravitarono nell'orbita dei comuni della valle del Riso. Nel corso della seconda metà del mwmqXII secolo cominciarono a svilupparsi i primi sentimenti di autonomia da parte delle città lombarde, contrastati però da mwmgFederico Barbarossa, mwmwimperatore del Sacro Romano Impero. Quest'ultimo condusse numerose campagne in Italia, tra cui quella del mwna1166 quando scese in val Seriana attraverso la mwnqval Camonica, occasione in cui i soldati imperiali diedero alle fiamme i borghi di Colzate, Vertova e mwngFiorano, in quanto gli abitanti si erano rifiutati di dar loro da mangiare.

L'epoca comunale

Tuttavia la spinta autonomistica non fu fermata, tanto che nel mwpq1210 Colzate, così come Bondo e Barbata, scelsero di confederarsi con i comuni limitrofi nella mwpgConfederazione de Honio, un'istituzione sovracomunale che aveva la propria sede presso la località mwpwUnì (posta a monte di Colzate) e che aveva il compito di gestire i beni indivisi quali prati, pascoli, boschi, sotto il controllo di un feudatario, incaricato dal mwqavescovo di Bergamo, a sua volta investito dall'mwqqimperatore del Sacro Romano Impero. A protezione della zona e della confederazione stessa, fu eretta una fortezza presso il borgo di Bondo, in posizione strategica, in quanto posta sulla mulattiera che collegava Colzate con la valle del Riso, con ottima panoramica sul fondovalle. Conosciuta come mwqgCastello di Honio, funse da sala per le assemblee, da alloggio per i consoli, i notai e le guardie, e venne demolita soltanto nel mwqwXVIII secolo, quando sui suoi resti venne innalzato un rustico con stalla e fienile.

Il passo successivo fu dato dall'esperienza comunale, tanto che negli statuti di Bergamo, redatti nel mwrqXIV e nel XV secolo, il comune veniva segnalato come autonomo, appartenente alla circoscrizione denominata mwrg“Facta di san Lorenzo”, con un'estensione territoriale limitata al solo centro abitato, mentre il resto del territorio era di competenza della Confederazione di Honio.

Nel frattempo nel paese si era sviluppata l'industria laniera che, spinta dalla vicinanza di importanti mercati quali quelli di Vertova e Gandino, garantì ingenti quantitativi di pelli, latticini e lana, nonché la nascita di piccoli opifici.

I commerci si spinsero anche oltre confine, così come testimoniato dal fatto che alcuni nuclei di commercianti di Colzate entrarono in contatto con degli irlandesi, venendo per questo chiamati mwsqIbernini (da mwsgIberna, antico nome dell'Irlanda), il cui cognome fu poi fissato in mwswBernini. Essi importarono inoltre il culto di mwtasan Patrizio, tanto da fondare una chiesa a lui dedicata in località mwtqGromi, a monte dell'abitato, sulle pendici del monte Cavlera.

Anche a Colzate, così come nei borghi limitrofi, a partire dal mwtwXIV secolo cominciarono tuttavia a verificarsi attriti tra gli abitanti, divisi tra mwuaguelfi e ghibellini, che raggiunsero livelli di recrudescenza inauditi. Il paese non si schierò con una fazione definita, dal momento che i suoi esponenti di spicco si dividevano più o meno equamente tra i due contendenti. Inoltre qui le lotte non furono così dure come altrove, dal momento che vennero segnalate solo alcune scaramucce o alcuni strascichi di ciò che accadeva nei paesi limitrofi, Vertova su tutti.

La Repubblica di Venezia

Alla definitiva pacificazione si arrivò nella prima metà del mwvwXV secolo, grazie al passaggio alla mwwaRepubblica di Venezia, avvenuto nel mwwq1427 dopo un'espressa richiesta di Bergamo e delle sue valli, e ratificato dalla mwwgPace di Ferrara del 1428. La Serenissima inserì Colzate nella mwwwQuadra della val Seriana di Mezzo, con capoluogo mwxaGandino, e diede il via ad un periodo di tranquillità in cui l'intera zona riprese a prosperare, garantendo una diminuzione della pressione fiscale e offrendo maggiore autonomia.

In quegli anni venne introdotta la coltivazione del mwxgmiglio, attività che trovò il suo sviluppo nella zona a Nord dell'abitato lungo il corso del fiume Serio, permettendo la costruzione di una nuova strada nella zona alluvionale di fondovalle, che raggiungeva Ponte Nossa e l'alta val Seriana.

Questa causò la perdita d'importanza della mulattiera che saliva a Cavlera e raggiungeva la valle del Riso e, conseguentemente provocò un progressivo isolamento dei borghi di Bondo e Barbata, che da quel momento persero gran parte della loro importanza.

Un violento scossone alla tranquillità della popolazione arrivò tra il mwyq1629 e il mwyg1631, quando la violenta epidemia di mwywpeste di manzoniana memoria causò la morte di 190 abitanti su un totale di 375, poco più della metà dei residenti.

Nella seconda metà del mwzqXVIII secolo il paese fu invece colpito dalla crisi della produzione dei panni di lana, dovuta all'importazione di prodotti esteri a prezzo più basso, che mise in ginocchio la pastorizia e il commercio della materia prima.

Dall'avvento di Napoleone fino ai giorni nostri

Ma il potere della Repubblica di Venezia era ormai agli sgoccioli, tanto che nel mw1a1797, in seguito al mw1qtrattato di Campoformio, venne sostituita dalla mw1gnapoleonica mw1wRepubblica Cispadana. Il cambio di dominazione comportò una revisione dei confini, che portarono Colzate a essere inglobato nuovamente nel territorio di Vertova, senza tuttavia le frazioni di mw2aBondo e mw2qBarbata, ricadenti nelle competenze di Gorno. Quest'unione durò poco, dal momento che già nel mw2g1805 i due comuni vennero nuovamente scissi.

Dopo quattro anni i limiti territoriali vennero nuovamente ridisegnati mediante un'imponente opera di accorpamento dei piccoli centri ai più grandi: in questo frangente Vertova assorbì nuovamente Colzate (sempre senza Bondo e Barbata), che riuscì a riottenere la propria autonomia nel mw3a1816, in occasione del nuovo cambio di governo che vide subentrare l'austriaco mw3qRegno Lombardo-Veneto alle istituzioni francesi. La definitiva configurazione territoriale venne assunta a partire dal mw3g1818, quando nel territorio colzatese vennero inserite anche le località di Bondo e Barbata. Quest'ultima richiese più volte di poter tornare nei confini di Gorno ma, nonostante le autorità nel mw3w1874 ne accolsero la domanda, la volontà non fu più esaudita.

Nel mw4q1827 venne definitivamente sciolta la mw4gConfederazione de Honio, con Colzate che acquisì formalmente il possesso di tutte le terre collinari e montuose ricoperte dai boschi a Nord dell'abitato. Nella seconda parte del mw4wXIX secolo, contestualmente all'mw5aUnità d'Italia, si verificò uno sviluppo dell'industria, con numerose realtà che si insediarono e radicarono sul territorio. Un ulteriore impulso venne dall'apertura della mw5qFerrovia della Valle Seriana, che dal mw5g1884 permise il collegamento di merci e passeggeri da Bergamo a Clusone.

Tutto questo fece lievitare il numero degli abitanti che in breve raddoppiarono, passando dalle 283 unità del mw6a1805 alle 605 del mw6q1861, fino a raggiungere le 1146 del mw6g1931. Il livello di crescita della popolazione subì tuttavia una brusca frenata nella seconda parte del mw6wXX secolo, assestandosi su valori prossimi alle 1.500 unità.

Il 14 febbraio mw7q1920 la comunità di Colzate riuscì a spezzare l'ultimo legame che ancora la legava a Vertova, ergendosi a parrocchia autonoma.

Sul finire del mw7wXX secolo Colzate fu al centro delle cronache nazionali per un tragico fatto che vide coinvolto il proprio sindaco Luigi Rodigari.cite-ref-rodigari-7-0[7] Quest'ultimo difatti il 22 luglio 1988 venne ucciso con colpi di arma da fuoco da Marino Coter, benzinaio del paesecite-ref-rodigari-7-1[7], per via di una vendetta legata a una mancata autorizzazione riguardante l'attività dell'omicidacite-ref-8[8].

Simboli

Il Comune utilizza dal 1939 uno stemma non ancora ufficializzato da un decreto di concessione.

«Troncato, alla fascia ondata di azzurro sulla troncatura: nel primo di rosso, alle tre

spighe

d'oro, ordinate in fascia; nel secondo d'oro, all'

albero

sradicato di verde, fustato e fogliato al naturale. Ornamenti esteriori da Comune.»

La fascia ondata d'azzurro rappresenta il fiume Serio che lambisce il territorio; le spighe di grano e l'albero simboleggiano rispettivamente l'attività cerealicola e i boschi che circondano l'abitato.cite-ref-9[9]

Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di giallo.

Monumenti e luoghi d'interesse

Santuario di San Patrizio

L'edificio più importante presente sul territorio di Colzate è il mwaq0santuario di San Patrizio. Situato in località Grumi, su un contrafforte roccioso delle pendici meridionali del monte Cavlera a un'altezza di circa 620 m s.l.m., domina i sottostanti paesi di Colzate e Vertova ed è visibile da gran parte della media val Seriana, tanto da essere utilizzato come simbolo nel logo della Comunità montana della Valle Seriana.

Considerato tra le strutture religiose più importanti della provincia, venne fatto erigere da commercianti del luogo entrati in contatto con abitanti dell'mwaq8Irlanda, paese dove il culto del santo era assai radicato, venendone affascinati. Secondo la tradizione invece l'origine sarebbe da far risalire a un ex-voto pronunciato da un gruppo di mercanti irlandesi che, dopo essere sfuggiti alla furia delle truppe di mwaraFederico Barbarossa scese in val Seriana nel mware1166, innalzarono questa costruzione intitolata al santo a cui si erano raccomandati.

La prima struttura risale al mwarmXIII secolo, epoca in cui venne costruito il mwarqsacello, piccolo edificio di culto, con l'altare rivolto a oriente e le pareti interne ed esterne adornate da affreschi mwarucinquecenteschi, tra cui una mwaryNatività e una mwarcCrocifissione, restaurati al termine del mwargXX secolo.

Attiguo a esso, collegato tramite un ampio porticato, nel secolo successivo venne edificato un altro oratorio che tra il mwaroXVI e il mwarsXVII secolo venne ampliato notevolmente tanto da essere poi identificato come mwarwchiesa grande. Questa struttura custodisce opere di rilievo, tra cui il ciclo pittorico di mwar0Paolo Cavagna posto nel mwar4presbiterio, la tela d'altare di mwar8Enea Salmeggia, la statua in legno di san Patrizio eseguita da mwasaGiovan Battista Caniana, gli affreschi sulla volta del santuario, opera di mwaseFrancesco Capella, quelli secenteschi raffiguranti episodi della vita degli apostoli e quelli cinquecenteschi che descrivono la vita di san Patrizio, posti sulle pareti laterali opera di mwasiJacopino Scipioni datati mwasm1514 e firmati mwasqI.S.cite-ref-10[10]

All'esterno della struttura vi sono altri affreschi e un ampio porticato perimetrale, nel quale vi è una serie di colonne e archi in stile romanico. A ciò va aggiunto anche il pozzo, comunemente chiamato appunto “pozzo di san Patrizio”, chiuso al pubblico, per evitare problemi ai visitatori e sul quale la tradizione riporta una grande quantità di leggende.

Altri edifici

Tra gli edifici religiosi si segnala la mwatachiesa mwateparrocchiale dedicata a mwatisan Maurizio, risalente al periodo medievale. La tradizione popolare difatti la vorrebbe far risalire all'anno mwatm1001 quando, in seguito alla grande paura della fine del mondo derivante dalla cultura mwatqmillenaristica, la popolazione eresse una piccola cappella come ringraziamento per lo scampato pericolo. Questa tradizione non ha mai trovato riscontro documentato. Venne ampliata una prima volta agli inizi del mwatuXVI secolo, epoca a cui risale il campanile in pietra, e fu resa autonoma nel mwaty1920 in seguito alla scissione dalla parrocchia di Vertova. Dopo i restauri del mwatc1901 e del mwatg1968 assunse la configurazione a unica navata suddivisa da lesene in tre campate, in stile barocco in cui si inserisce un piccolo portico a due campate, volto verso mezzogiorno, con annesso campanile. Il mwatkpresbiterio, con struttura a mwatopianta rettangolare, è sormontato da una volta a ombrello affrescata e decorata.

All'interno sono custodite pregevoli opere d'arte, quali la mwatwPietà (chiamata mwat0“La Madunina” dalla popolazione) attribuita ad mwat4Andrea Fantoni, numerosi affreschi cinquecenteschi, il “Battesimo di Gesù”, opera di Giovan Battista Paganessi, e l'altare intagliato dal Guidotti.

Rimanendo in ambito religioso, interessante è anche la chiesa di San Bernardino, situata nella frazione di Bondo. Edificata nel mwaum1630 in seguito alla terribile ondata di mwauqpeste e dedicata alla memoria del santo che passò da queste terre, venne elevata a rango di parrocchiale nel mwauu1697 mediante scissione dalla chiesa di Gorno. Ampliata in modo consistente verso la fine del mwauyXIX secolo, ha una struttura a navata unica, nella quale sono presenti quattro piccole cappellette su entrambi i lati. La facciata, molto semplice, è rivolta verso ovest e ha un piccolo portico con tre archi.

All'interno si trovano il presbiterio, anch'esso a pianta rettangolare, sopraelevato dall'aula centrale mediante tre gradini, l'altare maggiore in marmo bianco, nonché interessanti affreschi del mwau0Brighenti e due pale d'altare, delle quali la più importante è opera di mwau4Saverio Dalla Rosa e traslata qui dalla vicina chiesa di mwau8Barbata in seguito a un furto.

Poco più in alto, nella contrada Foppa di Barbata, in posizione panoramica sulla val del Riso, si trova la chiesa della Madonna della Mercede. Edificata nel XVI secolo (è ancora presente un'incisione nella muratura recante la data mwave1571) in luogo di una esistente cappella utilizzata dai Trinitari della Mercede, ha una struttura semplice, con un'unica navata suddivisa da due campate, il soffitto in legno con due altari dedicati alla Madonna del Rosario e sant'Antonio.

Interessanti sono inoltre le piccole cappellette, dette mwavm“Tribuline”, rappresentazione di una fervente religiosità degli abitanti nel corso dei secoli: su tutte vi sono la cappella dei Morti di Salvecchio, posta nei pressi della zona industriale, e la cappella dell'Addolorata, situata a nord dell'abitato nei pressi della pista ciclopedonale della val Seriana, entrambe costruite in seguito alla peste del mwavq1630.

In ambito civile interessanti sono le costruzioni rurali, con caratteristici loggiati e muratura in pietra a vista, denominate mwavy“Ciodere”, dove un tempo si producevano i panni di lana che hanno fatto la fortuna della zona. Altri esempi di arte rustica si possono trovare nei borghi montani di Bondo, Barbata e Unì, dove sono tuttora presenti edifici con muretti a secco, loggiati, portoni, fontane e affreschi.

Escursioni

Sul territorio comunale sono presenti una grande quantità di itinerari, adatti a ogni tipo di utenza, grazie ai quali è possibile stare a contatto con la natura.

Molto utilizzato da famiglie e ciclisti per una passeggiata, è la pista ciclopedonale della val Seriana, che costeggia il corso del fiume Serio. Questa, con una sede ampia in terra battuta e con un dislivello altimetrico praticamente nullo, si sviluppa dal ponte sulla SP671, posto all'ingresso del paese, ed attraversa la zona industriale, dove si trova l'installazione mwav8"Steli EN 10219", opera dell ' Artista mwawaFrancesco Lussana, formata da 24 tubi di acciaio volta a commemorare le 24 persone che persero la vita a causa di un mitragliamento del treno Bergamo-Clusone avvenuto nel 1945 durante la mwaweseconda guerra mondiale. Il percorso affianca quindi la locale sede della mwawiCroce rossa, un canile e si dirige verso Nord raggiungendo prima il territorio di Casnigo per giungere poi nei pressi della località mwawmPonte del Costone.

Molto interessante per la valenza storica e culturale è il “sentiero di Honio” che, recentemente ristrutturato grazie anche a fondi messi a disposizione dalla mwawsComunità Europea, con fondo agevole parte dall'abitato per inerpicarsi sulle pendici del monte Cavlera, toccando le località di san Patrizio, Piani di Rezzo, Bondo, Unì, Baite Oretel fino ad arrivare alla cima Tisa.

Da queste zone è possibile compiere percorsi in quota, tra i quali quello che da Barbata porta al bivacco della Plana, in territorio di Oneta, passando per il Roccolo Squazzolino, oppure quello contrassegnato dal segnavia del mwaw0CAI numero 530, da Cavlera a Dasla, fino a raggiungere il passo di Bliben, il monte Segredont e il bivacco Testa, posti nella parte più alta del territorio comunale colzatese, da cui è possibile raggiungere la vetta del mwaw4monte Alben.

Infine sulla strada che sale verso la frazione di Bondo, presso una cava dismessa, a partire dal mwaxa2002 è stata allestita una palestra per l'arrampicata, utilizzata dagli appassionati di questa disciplina.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-11[11]

Etnie e minoranze straniere

Gli stranieri residenti nel comune sono 74, ovvero il 4,5% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenticite-ref-12[12]:

1. mwaya mwayeCina, 16
2. mwaym mwayqSenegal, 16
3. mwayy mwaycMarocco, 12
4. mwayk mwayoRomania, 8
5. mwayw mway0Ucraina, 7
6. mway8 mwazaAlbania, 4
7. mwazi mwazmBrasile, 3
8. mwazu mwazyBosnia ed Erzegovina, 2
9. mwazg mwazkLettonia, 1
10. mwazs mwazwCuba, 1

Tradizioni e folclore

• Festa di San Patrizio (17 marzo): la sera della vigilia si svolge una fiaccolata dalla chiesa parrocchiale al santuario.
• Festa dell'Addolorata, detta anche mwaae“Festa de la Madunina” (seconda domenica di maggio): la statua della mwaaiPietà, custodita nella parrocchiale, viene portata tra le vie del paese mediante processione religiosa.
• Festa di San Maurizio (22 settembre): festa del patrono con iniziative religiose e sportive.
• Colzate in festa (metà luglio): settimana di manifestazioni sportive, ricreative e culturali.
• A Colzate è stato dedicato un inno, scritto da Mario Moro e musicato da Alessandro Policite-ref-13[13].

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1860 | 1862 | Benedetto Lanfranchi | | Sindaco | |
| 1866 | 1868 | Biagio Poli | | Sindaco | |
| 1869 | 1871 | Giovanni Poli | | Sindaco | |
| 1872 | 1875 | Cristoforo Bonfanti | | Sindaco | |
| 1876 | 1880 | Basilio Adami | | Sindaco | |
| 1881 | 1885 | Geremia Adami | | Sindaco | |
| 1886 | 1887 | Basilio Adami | | Sindaco | |
| 1888 | 1898 | Geremia Adami | | Sindaco | |
| 1899 | 1900 | Battista Adami | | Sindaco | |
| 1901 | 1902 | Mansueto Adami | | Sindaco | |
| 1902 | 1905 | Giuseppe Balini | | Sindaco | |
| 1905 | 1907 | Giuseppe Zucca | | Sindaco | |
| 1907 | 1909 | Luigi Ferretti | | Sindaco | |
| 1910 | 1914 | Angelo Gusmini | | Sindaco | |
| 1914 | 1916 | Giuseppe Zucca | | Sindaco | |
| 1916 | 1920 | Ortensio Perani | | Sindaco | |
| 1920 | 1926 | Giuseppe Zucca | | Sindaco | |
| 1926 | 1931 | Ernesto Zilioli | | Podestà | |
| 1931 | 1940 | Camillo Airoldi | | Podestà | |
| 1941 | 1942 | Giuseppe Pezzera | | Commissario prefettizio | |
| 1942 | 1943 | Giuseppe Brignoli | | Sindaco | |
| 1943 | 20 maggio 1945 | A. Vailati - G. Canzonieri | | Commissario prefettizio | |
| 21 maggio 1945 | 25 giugno 1945 | Battista Paganessi | | Sindaco | |
| 26 giugno 1945 | 31 dicembre 1945 | Raimondo Bonfanti | | Sindaco | |
| 1946 | 1951 | Angelo Bonfanti | | Sindaco | |
| 1951 | 1952 | Giuseppe Paganessi | | Sindaco | |
| 1952 | 1956 | Raimondo Bonfanti | | Sindaco | |
| 1956 | 1964 | Camillo Airoldi | | Sindaco | |
| 1964 | 1970 | Valentina Lanfranchi | | Sindaca | |
| 1970 | 1972 | Raimondo Bonfanti | | Sindaco | |
| 1973 | 1980 | Gilberto Gilberti | | Sindaco | |
| 1981 | 23 luglio 1988 | Luigi Rodigari | | Sindaco | |
| | | Luigi Rodigari | | Sindaco | |
| 23 aprile 1995 | 13 giugno 1999 | Valentina Lanfranchi | lista civica | Sindaca | |
| 14 giugno 1999 | 6 giugno 2004 | Valentina Lanfranchi | lista civica | Sindaca | |
| 14 giugno 2004 | 7 giugno 2009 | Marziale Perolari | lista civica | Sindaco | |
| 8 giugno 2009 | 25 maggio 2014 | Adriana Dentella | lista civica | Sindaca | |
| 26 maggio 2014 | 27 maggio 2019 | Adriana Dentella | lista civica | Sindaca | |
| 27 maggio 2019 | 10 giugno 2024 | Adriana Dentella | lista civica | Sindaca | |
| 10 giugno 2024 | in carica | Gian Lorenzo Spinelli | lista civica | Sindaco | |

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwabqmwabumwabyBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwabcdemo.istat.it, mwabgISTAT.
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Bibliografia

• mwai4Colzate, San Patrizio, Bondo, Barbata, Albino Poli. Rovetta (BG), 1987.
• mwajaColzate, Bondo, Barbata. Storia e leggenda, Michele Poli. Colzate (BG), 2022.
• Michele Enrico Poli, William Limonta, Alessandro Poli - Il musicista poeta dell'anima, Sant'Omobono Terme, Centro Studi Valle Imagna, 2025.
• mwajmPaesi e luoghi di Bergamo. Note di etimologia di oltre 1.000 toponimi, Umberto Zanetti. Bergamo, 1985
• mwajuAtlante storico del territorio bergamasco, Monumenta Bergomensia LXX, Paolo Oscar e Oreste Belotti.
• mwajcLe chiese parrocchiali della Diocesi di Bergamo. Appunti di storia e di arte, L. Pagnoni, Edizione Il Conventino, Bergamo 1974.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.colzate.bg.it.
• citereflombardiabeniculturaliColzate, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.
• mwakqColzate-storia, su comune.colzate.bg.it, Comune di Colzate.
• mwakyColzate-architettura, su comune.colzate.bg.it, Comune di Colzate. URL consultato il 19 novembre 2020 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2020).